Cerca


Categorie

Menù utente

Archivi

Blogroll

Newsletter


« Ristoranti al centro di Napoli | Home | Hotel al centro di Napoli »

Tradizioni enogastronomiche di Napoli

Sezione: Varie da Napoli | 6 maggio 2010 scritto da nando

Uno dei punti forti della città di Napoli è la sua tradizione culinaria fatta di ingredienti naturali e sani che, con il passare degli anni, hanno contribuito a definire la famosa dieta mediterranea. Le origini della cucina napoletana sono molto antiche: si perdono, infatti, nelle tradizioni greche e romane e, nel corso degli anni si sono arricchite sempre di più grazie agli apporti delle popolazioni dominatrici. Nel corso degli anni, inoltre, la cucina napoletana si è specializzata sempre di più in base all’appartenenza ad una specifica classe sociale: i piatti delle cucine aristocratiche, in particolare erano più ricchi perché subivano maggiormente le influenze culinarie degli altri paesi europei; quelli tipici delle cucine povere, invece, erano composti da ingredienti semplici e meno elaborati.

 

La vera pizza napoletana

La vera pizza napoletana

Uno degli alimenti che ha reso la cucina napoletana famosa in tutto il mondo è la pizza. Le sue origini risalgono al Seicento circa e all’inizio essa era molto più semplice rispetto a quella odierna: condita semplicemente con strutto, basilico e alici, soltanto in seguito fu arricchita con la salsa di pomodoro e la mozzarella. Nel corso dell’Ottocento, tuttavia, la ricetta della pizza si specializza sempre di più: essa, infatti, si arricchisce di ingredienti tanto che nel 1830 circa fu aperta in città la prima pizzeria ufficiale. Ben presto la pizza iniziò ad essere conosciuta e importata anche in Europa soprattutto grazie al pizzaiolo Raffaele Esposito che, nel 1889 circa, seppe deliziare il palato della regina Margherita di Savoia con un’ottima pizza margherita. Una variante rispetto alla tradizionale pizza napoletana rotonda è la pizza a portafoglio: di dimensioni inferiori rispetto alla precedente, questo tipo di pizza si mangia piegata in quattro e avvolta in un foglio di carta per alimenti.
Altra pietanza tipica della cucina napoletana, e di quella italiana in generale, è la pasta: condita in mille modi diversi, rappresenta uno dei primi piatti più richiesti soprattutto dai turisti. Per quanto riguarda i condimenti, la pasta più semplice è quella condita con aglio, olio e peperoncino, seguita, poi dalla pasta con il pomodoro. Tra i primi piatti tipici c’è anche la pasta con il ragù napoletano, la cui ricetta originale richiede dalle 4 alle 5 ore di cottura, oppure la pasta lunga, generalmente condita con vongole e altri frutti di mare. Tra le pietanze “povere” ma nutrienti a base di pasta ci sono i diversi tipi di pasta e legumi: fagioli, fave, patate, ceci, lenticchie e piselli. Tra le varianti c’è la famosa pasta con fagioli e cotiche preparata soprattutto nei mesi invernali. Ottima anche la “pasta alla puttanesca” condita con la salsa di pomodoro, le olive nere di Gaeta e i capperi.
Spesso, poi, con gli avanzi di pasta viene preparata la frittata di maccheroni: si cuoce la pasta al dente e la si condisce con la salsa di pomodoro, il formaggio e le uova battute.
Tra i primi piatti di riso, invece, è molto comune il sartù, preparato con la verza e insaporito con pezzetti di formaggio che fondono durante la cottura; oppure il risotto alla pescatora, con i gamberi e i frutti di mare.
Il pesce è uno degli ingredienti più importanti anche per la preparazione dei secondi piatti. Tra i secondi, infatti, uno dei piatti più famosi e apprezzati è il polpo alla luciana, chiamato così perché la ricetta originale fu ideala al borgo di Santa Lucia. I molluschi e gli altri frutti di mare, poi, possono essere preparati ad insalata e mangiati freddi oppure grigliati. Tra i secondi di pesce caldi è tipica l’impepata di cozze, semplice ma ottima, o il sauté di frutti di mare, i quali spesso sono anche gratinati con il pangrattato e cotti al forno. Tra i pesci più utilizzati in cucina, poi, ci sono le alici, le quali possono essere preparate in modi diversi: marinate con spezie, succo di limone o aceto; dorate e fritte; oppure “arreganate”. Insieme ai merluzzi, alle triglie e agli altri pesci di piccola taglia, poi, esse possono essere utilizzate per preparare la frittura di paranza che, secondo tradizione, si mangia appena cotta.
Per quanto riguarda i secondi piatti a base di carne, invece, sono molto utilizzati il capretto e l’agnello, soprattutto nel periodo pasquale; il coniglio, il pollo e le salsicce di maiale. Spesso la carne è accompagnata da contorni a base di verdure come, ad esempio, i friarielli, piccoli peperoni verdi soffritti con aglio, olio e peperoncino.
Tra i piatti a base di verdure spiccano la parmigiana di melanzane, le verdure ripiene e il gattò di patate.
Ogni pasto, poi, è accompagnato con dell’ottimo vino locale come, ad esempio, il Fiano di Avellino, la Falanghina, il Taurasi o il Lacryma Christi del Vesuvio.
Il pasto, in genere, termina con una tazzina di caffè, magari preparato nella cuccumella, la tipica caffettiera napoletana che oggi, purtroppo, è stata quasi completamente rimpiazzata dalla moka.

 

Valentina Coppola

Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • Segnalo
  • Ok o no?
  • Digg
  • del.icio.us
  • Technorati
  • Furl
  • blinkbits
  • BlinkList
  • co.mments
  • Ma.gnolia
  • Reddit
  • Spurl
  • YahooMyWeb

No Comments »




Commenti

Devi effettuare il login per inserire un commento.