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Periferia Nord: Storia di Miano
Sezione: Varie da Napoli | 9 gennaio 2008 scritto da nando
Anche Miano, come i tanti agglomerati della zona può vantare una storia molto antica.Situata sulla via che da Napoli porta a Capua, Miano trae le sue origini in un casale che probabilmente esisteva già nel V sec. d. C. Il Chianese infatti, menzionando le località che allora sorgevano nella parte australe della Liburia cita, oltre Piscinula, anche “Mianu“.
In epoca feudale, anche questo casale assunse la condizione giuridica di “Universitas“, godendo dei relativi privilegi quali autonomia e immunità. Miano in particolare era un casale demaniale, in quanto appartenente al Re.
Tuttavia, nel 1637, il Viceré di Napoli ordinò la vendita dei casali a nord di Napoli e anche Miano, nonostante le proteste degli abitanti, subì la stessa sorte passando così sotto il dominio di varie famiglie nobili.
Nel 1795 il casale contava 2618 anime ed era feudo di casa Borgia. L’origine del nome è tuttora incerta. Siamo certi del fatto che già in epoca sveva il villaggio veniva detto “villa Mianj“, ma l’etimologia rimane oscura. Alcuni studiosi ritengono che, come per gli altri casali, anche il nome di Miano trae origine da qualche famiglia nobile che ivi aveva i propri fondi. Così si può ipotizzare che il nome possa derivare da “Majanus” cioè “di Maio”. Tale tesi è confortata da Plinio, il quale parla di “Majani horti” (giardini di Maio), anche se il nostro villaggio è nato in epoca posteriore.
I primi documenti ufficiali risalgono però all’arco di tempo che va dal 921 al 1034. In una “chartula venditionis” del 945 si parla di Miano come di un “pagus“, ossia “villaggio”.
Al periodo normanno risale un documento del 19 giugno del 1130 in cui si evince che v’è una via pubblica “che va a Miana e a parecchie località”.
Nei quaderni della particolare tassazione dei tempi dell’imperatore Federico II di Svevia, inoltre, sono ricordati alcuni individui in “Villa Miani“. Da ciò si evince che il villaggio era tassato come casale popolare e così verrà considerato fino al 1809, anno in cui venne redatto un documento in cui Miano viene menzionato non più come casale ma come uno dei borghi compresi nella provincia di Napoli.
Come tale fu annesso al Comune del Capoluogo assieme a Secondigliano nella prima metà del Novecento.
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