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La biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III

Sezione: Varie da Napoli | 24 aprile 2009 scritto da nando

Pubblica e statale, la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli  ha sede  presso il Palazzo Reale, in piazza del Plebiscito. La struttura dipende dalla Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

La biblioteca di notte

La biblioteca di notte

Dopo le due Nazionali Centrali di Roma e di Firenze, è la maggiore biblioteca italiana, in termini quantitativi: 1.480.747 volumi a stampa, 319.187 opuscoli e 18.415 manoscritti.

 

La Biblioteca nacque verso la fine del  XVIII secolo, quando nel Palazzo degli Studi, che oggi ospita il Museo Archeologico, vennero raccolti gruppi di libri  provenienti dalla reggia di Capodimonte. Inaugurata nel 1804 con il nome di Reale Biblioteca di Napoli, nel 1816 cambiò nome,  Reale Biblioteca Borbonica. Fino all’ultimo,  nel 1860, con l’unità d’Italia quando assunse il nome di Biblioteca Nazionale.

La biblioteca subì molti problemi durante la guerra per due motivi: l’occupazione nazista e quella alleata, ma per fortuna i testi più preziosi furono trasferiti in località sicure dell’entroterra. Nel 1980, poi, una parte dell’edificio fu danneggiata per via del terremoto dell’Irpinia.

 

Nel nucleo originario della biblioteca, si segnalano appunto le raccolte della reggia di Capodimonte, i fondi provenienti dagli ordini religiosi soppressi e varie accolte private. Nel 1910 la Biblioteca ebbe in donazione l’Officina dei papiri ercolanensi, raccolta istituita da Carlo di Borbone.

 

Oggi la Biblioteca Nazionale  contiene quasi due milioni di volumi, circa 20.000 manoscritti, più di 8.000 periodici, 4.500 incunaboli e 1.800 papiri ercolanensi. Si sottolineano gli importanti fondi iconografici: la raccolta palatina, la Lucchesi Palli (che privilegia la ritrattistica contemporanea, sia nella forma dell’incisione che in quella della litografia), la raccolta Piccirilli (del marchese Luigi Piccirilli) e il fondo Aosta (collezione di circa diecimila fotografie appartenuta ad Elena d’Orléans, moglie di Emanuele Filiberto duca d’Aosta).

 

La Biblioteca Nazionale occupa l’ala orientale di Palazzo Reale. Vi si accede dal giardino ottocentesco creato dal botanico Denhardt nell’area del Maneggio, e attraverso un ingresso decorato a finto bugnato di stucco sottile. Si segnalano anche lo scalone marmoreo di impianto settecentesco e, ai lati, due sculture di Gennaro De Crescenzo che raffigurano delle danzatrici.

 

Nell’attuale Sala di distribuzione, una decorazione a stucco e bassorilievo, bianco e oro, insieme alle tempere di Camillo Guerra che raffigurano Allegorie delle quattro età dell’uomo come quattro età dell’amore: “Primavera: Zefiro e Flora”, “Estate: Galatea”, “Autunno: Bacco e Arianna”, “Inverno: Orizia e Borea”.

 

Veduta della biblioteca

Veduta della biblioteca

Nelle sale dei piani superiori, vi sono decorazioni in stile pompeiano sia nelle stanze della regina Maria Teresa che nello studio di Ferdinando II Borbone. La Sala di lettura al primo piano è invece caratterizzata dagli imponenti armadi in noce e oro realizzati tra il 1737 e gli anni ‘60 del ‘700.

 

La Biblioteca accoglie anche un laboratorio di restauro, in funzione sin dal marzo 1977. Dislocato in quattro locali al piano terra di Palazzo Reale, è intitolato ad Alberto Guarino, direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli che si impegnò per la sua costituzione. Tra gli scopi dell’Istituto, ovviamente la conservazione dei volumi andando a definire con attenzione i parametri ambientali più corretti di umidità, temperatura, ventilazione, irraggiamento.

 

Oggi il laboratorio non è solo un referente per i privati, ma anche  un’attività di consulenza per i programmi di restauro delle varie biblioteche non pubbliche. Inoltre si compone di un’attività didattica svolta nelle scuole, ove l’interesse primario è mostrare l’importanza della salvaguardia del materiale librario attraverso i metodi di recupero propri del restauro. Quanto al Laboratorio Fotografico della Biblioteca Nazionale di Napoli, i suoi compiti si suddividono così: classificazione e conservazione di microfilm (positivo e negativo) di manoscritti, rari ed opere di pregio, custodia di fotografie previo inter normativo-amministrativo  e scannerizzazione di microfilm.

 

La Biblioteca ha anche una propria attività editoriale con i Quaderni della Biblioteca Nazionale di Napoli, la pubblicazione istituzionale inaugurata nel 1938 da Gino Tamburini, interrotta nel 41 per gli eventi bellici e ripresa nel 1948. Attualmente è alla nona serie. Parallelamente la Biblioteca Nazionale ha affiancato con il proprio patrocinio alcune case editrici. Si è così arrivai alla  realizzazione di facsimili di codici e di stampe particolarmente significative sotto il profilo filologico o artistico. Tra queste, la  riproduzione integrale del De materia medica di Pedanio Dioscoride,  le tavole della Cosmographia di Claudio Tolomeo, la riproduzione integrale dell’album di scene popolari a firma di Carl Jacob Lindström e la collaborazione con Les Belles Lettres e l’editore Nino Aragno di Torino per alcune riproduzioni di opere cinque-secentesche nella collana “Theatrum Sapientiae”.

 

La Biblioteca è infine impegnata in numerose manifestazioni culturali, un fitto programma di incontri, presentazioni, seminari, tavole rotonde che si svolgono sia nella  Sala Pino Amato che in quella degli Incunaboli.  Fra i personaggi che hanno partecipato agli eventi: Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Luciano De Crescenzo, Franco Foschi, Gabriele Frasca, Giuseppe Galasso, Marcello Gigante, Tullio Gregory, Mimmo Jodice, Raffaele La Capria, Dacia Maraini, Gerardo Marotta, Paolo Mauri, Giuseppe Montesano, Michele Prisco, Fabrizia Ramondino.

 

Valeria Scotti

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