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Il Teatro San Carlo

Sezione: Varie da Napoli | 5 marzo 2009 scritto da nando

Famoso teatro lirico di Napoli, il San Carlo è uno dei maggiori luoghi d’incontro per gli appassionati di musica di tutto il modo. Riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, su segnalazione del Commissario ed in accordo con la regione Campania e il Comune di Napoli, il Teatro San Carlo è stato inserito tra le opere-testimonianza capace di rappresentare l’Italia che, nel 2011, celebra la nascita della “Nazione”.

 

L'esterno del Teatro

L'esterno del Teatro

Il San Carlo può ospitare tremila spettatori e conta cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo. La sua struttura presenta inoltre un palco reale, un loggione ed un palcoscenico di trentacinque metri.

Il teatro sorge in una delle più belle zone della città partenopea, vicino al lato Nord del Palazzo Reale. Scelta strategica affinché il Re, in passato, potesse recarsi agli spettacoli senza dover scendere in strada ma passando semplicemente attraverso una porta.

 

Inaugurato nel 1737 per volontà di Carlo I di Borbone su progetto di Giovanni Antonio Medrano, il teatro vide come prima opera “Achille in Sciro” (musica di Domenico Sarro, libretto di Pietro Metastasio). Il primo impianto del teatro, dal disegno di Medrano nel 1737, prevedeva tre scale che portavano ai vari ordini di posti in teatro e, ad ogni scala, corrispondeva un ingresso.

Poi, nel 1767, i primi lavori di ristrutturazione – di solito per esigenze di gusto o per migliorarne l’acustica – da parte di Ferdinando Fuga in occasione del matrimonio di Ferdinando IV con Maria Carolina. Nel 1797, invece, il restauro delle decorazioni della sala ad opera di Domenico Chelli. Tra i punti forti scenici, gli specchi provvisti di torciere con candele, che, sfruttando l’effetto di riflessione, moltiplicavano l’illuminazione della sala. Come scriveva il compositore Charles Burney, “ecco uno splendore troppo abbagliante per gli occhi”.

L'interno del Teatro

L'interno del Teatro

 

E’ solo nel 1799, durante la Repubblica Napoletana, che il Teatro San Carlo assunse la denominazione di Teatro Nazionale di San Carlo. Nessuna particolare modifica alla struttura, ad eccezione dei danni provocati dall’uso improprio della sala, rovinata da alcuni spettacoli equestri.

 

 

Ancora nuovi lavori: nel 1809 Gioacchino Murat chiese all’architetto toscano Antonio Niccolini di progettare la facciata principale in stile neoclassico e, dopo un incendio nel febbraio del 1816, la nuova sala fu inaugurata l’anno seguente con “Il sogno di Partenope” di Giovanni Simone Mayr.

Dal 1815 al 1822, il direttore musicale del teatro fu Gioachino Rossini. Poi toccò a Gaetano Donizetti ricoprire il ruolo dal 1822 al 1838. Ma nel 1860, con l’unità d’Italia, cominciò per il San Carlo un lungo periodo di decadenza e abbandono.

 

Arrivando ai giorni nostri, occorre segnalare il recentissimo restauro che, a fine gennaio 2009 ha permesso la riconsegna del Teatro San Carlo alla sua città con l’apertura della stagione affidata a  “Peter Grimes” di Benjamin Britten (regia di Paul Curran, voci del tenore Brandon Jovanovic, nei panni del protagonista, e della soprano Janice Watson, che interpreta Ellen Orford). Un tutto esaurito per assistere anche al frutto di un lavoro durato ben cinque mesi, un team di esperti (duecento operai, 93 restauratori) coordinati dall’architetto Elisabetta Fabbri. Una cifra complessiva dei lavori intorno ai 60 milioni di euro di fondi europei, trenta spesi nella prima fase, 30 nell’attesa di finanziamento per completare l’opera.

 

Tra le novità, un nuovo foyer al di sotto della sala teatrale; la ristrutturazione della  sala con la pulizia delle varie decorazioni e l’aggiunta di un impianto di climatizzazione. Restaurati il palco reale con gigli in oro e gli altri palchi con specchi, intarsi, tendaggi, cambiate sedie e sgabelli.

Il restauro, ovviamente, non ha comunque modificato le sembianze del  Teatro. Ancora intatte, ad esempio, le dorature ed il rosso che da tempo, oramai, contraddistinguono questa grande struttura. Una seconda inaugurazione, quella ufficiale, si è avuta poi il 7 febbraio alla presenza del capo dello stato Giorgio Napolitano con il concerto di Riccardo Muti e il coro del Massimo napoletano.

Tra i prossimi lavori in programma, un nuovo intervento da giugno 2009 per il rifacimento del palcoscenico e, nel 2010, gli ultimi ritocchi alla facciata e all’interno.

 

Attualmente sono in lavorazione anche le nuove sale prova: quella per l’orchestra, ottenuta trasformando uno spazio non più utilizzato e riservata ai Professori d’Orchestra; l’altra, grande come il palcoscenico, ricavata modificando la sala scenografia sopra la platea che potrà così ospitare le prove del coro, del ballo o della regia. Mentre riscuoterà sicuramente successo il nuovo Ridotto del San Carlo, un luogo dedicato al pubblico con un  bar e relativo bookshop; il punto di incontro per partecipar a  incontri tematici e piccole conferenze.

 

Il San Carlo ospita anche una scuola, la più antica accademia di danza d’Italia insieme a quella della Scala di Milano. Dal 1990 la Scuola è diretta da Anna Razzi,  stata prima ballerina quindi étoile alla Scala fino al 1985. La didattica della Scuola si compone così: Classico, Carattere, Repertorio, Pas de Deux, Moderno (Scuola Cunningham), Danza spagnola, Solfeggio, Storia della danza, Ginnastica e Preparazione atletica.

 

Valeria Scotti per Bella Napoli

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