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Il Porto di Napoli
Sezione: Varie da Napoli | 17 dicembre 2008 scritto da nando
Un tempo luogo di attracco di transatlantici conserva nel Molo Angioino che separa il bacino omonimo da quello del Piliero, un ricordo delle origini dello scalo voluto dai d’Angiò e più volte ampliato. Alle ristrutturazioni più recenti si devono l’abbattimento della lanterna, che svetta in moltissime stampe e disegni di vedute della città e la Stazione Marittima opera di Cesare Bazzani, la più grande al mondo, presenta ben 12 km quadrati di superficie;la stazione fu voluta durante il fascismo che voleva valorizzare il ruolo della città nei traffici coloniali. Al secolo XVIII risale l‘Immacolatella, edificio riconoscibile per le statue mariane che lo coronano.

È uno dei porti più antichi del Mediterraneo, ed è uno dei pochi mezzi a cui l’economia campana si è sempre aggrappata saldamente. La sua storia è molto risalente e si intreccia inevitabilmente con la fondazione greca della stessa città di Neapolis che avvenne nel 475 a.C ad opera degli abitanti di Cuma. In realtà in tutta l’epoca greco-romana fu usato essenzialmente come porto militare e il suo sviluppo commerciale avvenne più tardi. Sotto i Normanni, Napoli conobbe un periodo felice per lo sviluppo dei traffici marittimi: proprio al 1164 risale l’ingresso della città nella lega Anseatica che manteneva il monopolio dei commerci su gran parte dell’Europa e del Mar Baltico. Con gli Angioini cominciò un’opera di ingrandimento, ristrutturazione e fortificazione continuò anche sotto la dominazione Aragonese e durante il vicereame spagnolo. Con i Borboni le cose cambiano notevolmente: il porto è ormai forte abbastanza, e il suo arsenale diventa un grande cantiere navale che nel 1818 vara la prima nave a vapore del Mediterraneo. Con l’unità d’Italia comincia il declino che continuerà inesorabile fin quando nei primi del ‘900 l’impegno profuso da personaggi quali Francesco Saverio Nitti e Augusto Witting cominciò a dare i suoi frutti. Proprio in quel periodo nacque anche il cantiere navale che oggi porta il nome di Cantieri del Meditarraneo.
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Ha una posizione particolarmente vantaggiosa, molto vicina al centro della città e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (basti pensare che a pochi passi si trova Piazzetta Augusteo, dove la funicolare porta sino al Vomero) ; tra le altre cose da qui sono facilmente raggiungibili a piedi il Maschio Angioino, il Palazzo Reale, la Galleria Umberto I, Via Toledo, Palazzo San Giacomo, etc. Ancora oggi sono intrattenuti traffici sia con l’oriente che con l’occidente e inoltre qui fanno scalo anche le navi provenienti dall’Europa settentrionale, dall’America, dall’Africa, dall’Asia, o meglio dalla Cina. La sua posizione strategica sulla terraferma, richiama quella che occupa nel Mediterraneo essendo situato molto vicino alla rotta ideale fra il Canale di Suez e Gibilterra, percorsa dalla maggior parte dei servizi di linea internazionali. Purtroppo, spesso, soprattutto negli ultimi anni, si sono diffuse voci, talvolta confermate, sui controlli approssimati e sulla superficialità degli stessi; nonostante ciò rimane il primo porto in Italia per passeggeri complessivi ed è secondo solo a quello di Civitavecchia per quanto riguarda i croceristi. La maggior parte della attività viene svolta presso i due moli principali:il molo Angioino dove approdano le navi da crociera e il Molo Beverello che serve invece i trasferimenti con le isole del golfo di Napoli, Capri, Ischia e Procida.
Il porto è sempre aperto.
Amanda de Simone per Bella Napoli
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