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Il PAN e il Madre: un nuovo modo di vivere il museo!
Sezione: Varie da Napoli | 19 febbraio 2009 scritto da nando
Il PAN, Palazzo delle Arti Napoli di via Dei Mille, è la prima struttura civica di Napoli, situata presso palazzo Roccella, che ospita regolarmente esposizioni temporanee. Il PAN è dotato, tra l’altro, di un centro documentazione con archivi, insieme a una biblioteca e una mediateca. Ben 6.000 mq di spazio distribuiti su 3 piani ove si ospitano solitamente svariati eventi legati all’arte e alla cultura, dalla pittura alla scultura, dall’architettura alla fotografia, dal design al cinema, dalla video arte al fumetto.

Il Pan. L'ingresso
La sua attività culturale prevede mostre ed eventi espositivi, una programmazione di rassegne, laboratori ed eventi d’arte capaci di mettere a confronto esperienze di vari artisti internazionali. Quanto all’attività educativa, il PAN cerca di rivolgersi ad un pubblico più possibile differenziato, senza limiti di età e soprattutto di scolarizzazione. Tra i servizi offerti, interessanti visite guidate destinate al pubblico adulto, agli insegnanti e agli studenti di scuole di ogni ordine e grado. E poi, visite-spettacolo e laboratori ludico-creativi per i più piccoli, corsi di formazione per professionisti e incontri e dibattiti con personalità di alto livello nell’ambito culturale.
Il MADRE, Museo Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, è stato inaugurato con un vernissage quattro anni fa, precisamente l’11 giugno 2005, nel centro storico della città. Un museo aperto e in continuo progresso, non solo per gli addetti ai lavori, ma per tutti i cittadini napoletani. Il lavoro dell’architetto portoghese Alvaro Siza ha trasformato l’antico palazzo Donnaregina in uno spazio nuovo, moderno e funzionale per accogliere l’arte contemporanea. Circondato da grandi opere come il Duomo, il Tesoro di San Gennaro e, a pochi passi, il Museo Archeologico, il Madre ospita 80 opere permanenti provenienti da collezioni di tutto il mondo (tra le più importanti, Sonnabend di New York, Esposito di Napoli, Stein di Milano, Burri e l’Enea Righi) in prestito al Museo a tempo indeterminato. La struttura del MADRE va dunque a completare la già ricca offerta del polo artistico e museale esistente a Napoli.

Una sala del Madre
Il Museo è così strutturato: al piano terra, un grande atrio permette di accedere a un’ampia sala in cui si può assistere alla proiezione del filmato-documentario del regista napoletano Peppi Corsicato che illustra la nascita del MADRE e illustra gran parte delle opere che lo popolano.
Sempre al piano terra, in una sala contigua, è possibile ammirare le immagini del fotografo napoletano Peppe Avallone che ricostruisce proprio i momenti più significativi delle esibizioni d’Arte Contemporanea a Napoli dell’ultima decina di anni. Tra queste, la “Montagna di Sale” di Mimmo Paladino, il “Labirinto” di Richard Serra o le “Capuzellas”, i teschietti disseminati a terra da Rebecca Horn che, per alcuni periodi, hanno affollato Piazza Plebiscito di Napoli.
Sempre il palazzo di Via Settembrini ospita opere che nascono da contaminazioni di ogni genere. Tra le più significative, citiamo la stanza di Mimmo Paladino con una scultura bianca di spalle appoggiata alle pareti ove si affollano anche oscuri solchi, evidenziati con il carboncino. Un’altra stanza, sviluppata su due livelli, è quella di Francesco Clemente, caratterizzata da immagini tribali colorate che vanno a fare compagnia alle maioliche disegnate dallo stesso artista, realizzate proprio per questa occasione. Ancora, l’installazione di Jannis Kounellis con un’ancora appoggiata ad una vetrata intervallata da alcuni vetri colorati; la tempesta di segni marroni che abitano la stanza di Richard Long; lo spazio con gli incastri misurati e speculari di Sol LeWitt. E infine, il “Cielo di Gennaro” di Luciano Fabro, un’installazione in ferro dipinto come un cielo stellato simile alla carta. Ricordiamo inoltre le istallazioni di sette scudi da giardino sempre di Mimmo Paladino, a testimonianza del suo amore per Napoli in cui ha esordito, nel 1977, con una grande murale a pastello nella Galleria di Lucio Amelio, e le rassegne cinematografiche dedicata ad artisti come Andy Warhol, padre della pop art.
Proprio recentemente, il MADRE è stato vittima di critiche a causa di un’iniziativa che ha fatto discutere. Quella del giovedì, una serata dedicata alla musica con tanto di finger food, aperitivo e buon vino. Madrenalina, questo il nome dell’evento di successo organizzato da Scabec in collaborazione con Ciro Cacciola, giornalista, trend setter e dj. Nel corso dei mesi, Madrenalina ha proposto video performance firmati da Ascolti Visivi, e poi sala da discoteca con sound elettronico e deep-house. Numerose, però, le voci contro questo progetto – con tanto di dicitura “discoteca a busiva” e sospensione imposta dall’autorità giudiziaria per un difetto nelle autorizzazioni in materia di prevenzione incendi – a cui Edoardo Cicelyn, direttore del museo, si è sempre difeso così: “In un Paese dove ci si lamenta dell’incapacità dei musei di fare cassa, ci viene rinfacciata. Noi produciamo lavoro e denaro, portiamo nella pubblica amministrazione denaro proveniente dalla società, contrariamente a quanto avviene di solito. Le nostre sono feste come quelle che si organizzano in tutti i musei del mondo… insomma, un nuovo modo di vivere i musei”.
Valeria Scotti per Bella Napoli
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