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L’Università Federico II

Sezione: Varie da Napoli | 28 febbraio 2009 scritto da nando

L’Università degli Studi di Napoli Federico II è il principale ateneo partenepeo, nonché tra le università  più antiche a essere fondata con un provvedimento statale.

L'ingresso dell'Ateneo Federico II

L'ingresso dell'Ateneo Federico II

La sua storia inizia nel lontano 1224, quando l’imperatore del Sacro Romano Impero e re di Napoli e Sicilia Federico II di Svevia,  tramite l’editto “generalis lictera” spedito da Siracusa, fondò l’Università. La data risale precisamente al 5 giugno 1224. Due furono i motivi principali che spinsero l’imperatore all’edificazione dello studium generale (l’Università principale del Regno di Sicilia). Federico II di Svevia desiderava infatti una formazione esclusiva del personale amministrativo e burocratico della curia regis. Inoltre, il sovrano voleva agevolare i propri sudditi nella formazione culturale, evitando costosi viaggi con relativi studi all’estero. La scelta della sede cadde su Napoli, e i motivi furono vari: culturali perché la città partenopea era reduce da una lunga tradizione in merito, soprattutto in epoca virgiliana; geografici ed economici, perché Napoli aveva un clima mite, dei movimentati traffici via mare e un’ottima posizione strategica all’interno del Regno.

 

All’inizio, l’Università si occupava solamente di un tipo di istruzione dedicata al diritto, alle arti liberali, alla medicina e alla teologia. Quest’ultima, ad esempio,  veniva insegnata unicamente presso le sedi religiose come il convento di San Domenico Maggiore. Arrivarono ben presto, però, le prime difficoltà a causa dell’avvento del dominio aragonese nel 1443. L’ateneo fu così costretto a una prima chiusura.  Nel  1465 ci fu la riapertura. grazie a un accordo tra re Ferdinando il Cattolico e papa Paolo II, fino all’ennesima chiusura nel 1490. E’ nel 1507 che lo studium partenopeo riuscì a riaprire finalmente le sue porte tanto che il convento di San Domenico Maggiore fu la sede ufficiale dell’Università durante tutto il  Cinquecento. In seguito, nel 1616, partì la costruzione, grazie all’architetto Giulio Cesare Fontana e per ordine di Don Pedro Fernando de Castro, conte di Lemos e viceré di Napoli, del Palazzo degli Studi che ancora oggi accoglie il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Se nel Seicento l’Università visse un periodo di decadenza, a partire dal Settecento, prima con gli Asburgo e poi con i Borbone, l’ateneo ebbe una grande spinta sotto tutti i punti di vista,  a partire dalla squadra di insegnanti. Tra questi, ci fu il filosofo Giambattista Vico.

 

Nel 1777 la sede fu trasferita al Convento del Salvatore, dove prima risiedeva il Collegio dei Gesuiti, e ben presto partì il movimento di intellettuali che diede vita ai moti del 1799 e alla seppur breve esistenza della Repubblica Partenopea. Gravi furono le conseguenze per l’Università di Napoli che, dopo la nascita del Regno d’Italia, dovette uniformarsi alla legge Casati. Nonostante varie turbolenze, il direttore generale della Pubblica Istruzione Francesco de Sanctis riuscì a mettere in atto una grande opera di ammodernamento. Nel 1884, l’Università fu spostata nella nuova e attuale sede di Corso Umberto I. 

 

La sede centrale al C.so Umberto I

La sede centrale al C.so Umberto I

Nuove difficoltà di carattere edilizio ed organizzativo apparvero però all’orizzonte durante il ventennio fascista e nel periodo della II guerra mondiale, tanto che la sede fu colpita addirittura da un incendio appiccato dalle truppe tedesche il 12 settembre 1943.

E’ nel dopoguerra, comunque,  che l’Università degli studi di Napoli divenne il secondo ateneo più importante d’Italia per numero di iscritti.

 

Oggi l’Ateneo federiciano abbraccia 13 facoltà ed è diviso in 3 poli fondamentali. Il Polo delle Scienze e delle Tecnologie, la cui presidenza ha sede nel Complesso Universitario di Monte Sant’Angelo, accoglie Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Ingegneria (nel quartiere di Fuorigrotta), tra l’altro nella classifica delle 100 migliori Scuole di Ingegneria a livello mondiale, stilata dall’Institute of Higher Education di Shangai) e Architettura (nel centro storico).

Il Polo delle Scienze Umane e Sociali, con sede nel centro di Napoli, vede le seguenti facoltà: Giurisprudenza (tre sedi: corso Umberto I, via Porta di Massa e via Marina), la facoltà più affollata; Lettere e filosofia (sedi a : complesso monumentale di S. Pietro Martire, via Marina, nel Dipartimento di Discipline Storiche “E. Lepore”, via Don Bosco e Via Lanzieri), Psicologia (associata alla sede di Lettere e Filosofia in via Porta di Massa), Scienze politiche (in via Rodinò), Sociologia ed Economia (a Monte Sant’Angelo).

Al Polo delle Scienze e delle Tecnologie per la Vita, con sede presso il nuovo policlinico afferiscono le facoltà di: Agraria, Farmacia, Medicina e chirurgia, Medicina veterinaria. In cifre, l’Università II conta oggi quasi diecimila iscritti, ha 26 Scuole di Dottorato, 22 Centri Interdipartimentali di Ricerca e Studio, 6 Centri Interdipartimentali di Servizio, 10 Centri di Ateneo, 2 Centri di Eccellenza, 2 Orti Botanici con autonomia anche sotto il punto di vista delle spese (hanno lo scopo di introdurre, curare e conservare specie vegetali per ricerche) e 82 Dipartimenti. Tra le Lauree honoris causa promosse dall’Università Federico II ricordiamo quelle a Richard Meier – laurea in Architettura nel 1991, John Nash – laurea in Economia e Commercio nel 2003 e Jean Todt – laurea in Ingegneria Aerospaziale nel 2005.

 

 

Valeria Scotti per Bella Napoli

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