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Città della Scienza
Sezione: Varie da Napoli | 24 aprile 2009 scritto da nando
E’ nella zona Ovest di Napoli, precisamente a Bagnoli, che si erge la Città della Scienza, precisamente nei territori un tempo adibiti a industrie poi dismesse. Tra le sue funzioni, proprio la riqualificazione dell’area ex-industriale di Bagnoli e dell’ex vetreria LeFevre, i cui padiglioni oggi restaurati risalgono ai primi dell’Ottocento.

Uni degli spazi della città della scienza
Il complesso accoglie un Science Centre ovvero un museo scientifico interattivo di seconda generazione “Hands-on”. Il tutto è arricchito da un’area dedicata alla Formazione, allo Sviluppo territoriale e alla creazione di nuova imprenditorialità nel Mezzogiorno. In più, numerosi spazi spesso sede di eventi, congressi, meeting e conferenze.
Ideata dalla Fondazione IDIS nel lontano 1987 con una prima fase di sperimentazione, è nel 1996 che Città della Scienza ha visto in maniera ufficiale la luce grazie a un Accordo di Programma sottoscritto fra il Ministero del Bilancio, la Regione Campania, la Provincia di Napoli, il Comune di Napoli e la stessa Fondazione IDIS.
Come si racconta sul libro La Città della Scienza (Storia di un sogno a Bagnoli) di Pietro Greco: «La Fondazione Idis-Città della Scienza è una giovane comunità che vive e lavora in una vecchia fabbrica chimica, recuperata con elegante operazione di archeologia industriale e affacciata sul golfo di Napoli, sotto la collina di Posillipo, tra Nisida e Bagnoli. Sessantacinquemila metri quadri su cui si distende la più moderna interpretazione di un concetto (anzi, di un valore) che è uno degli elementi fondanti della costituzione mai scritta ma operante da almeno quattrocento anni nella Repubblica della Scienza: comunicare tutto a tutti, per rendere il sapere scientifico un bene a disposizione non di questo o di quello, ma dell’intera umanità. La Città della Scienza, creata dal fisico Vittorio Silvestrini a Bagnoli, in un’area industriale dismessa, è il primo esempio di riconversione perfettamente riuscita, e ospita il più grande e innovativo museo hands on d’Italia, uno dei più grandi e innovativi musei interattivi d’Europa. Ma Città della Scienza è anche e soprattutto un luogo in cui la diffusione informale e democratica del sapere scientifico diventa la leva per un nuovo sviluppo economico. La storia della Fondazione Idis-Città della Scienza è storia della costruzione, nel Mezzogiorno d’Italia, di un nuovo modello generale di sviluppo: un modello culturale ed economico per sottrarsi al declino ed entrare nella Società della Conoscenza».
Il modello concettuale della Città della Scienza è concepito secondo tre diversi pannelli tra loro comunicanti. Si parte con lo Science Center “Museo vivo della Scienza”, il primo museo scientifico interattivo di nuova generazione in tutta Italia. In questa sede, viene dato spazio a percorsi esperienziali, esperimenti scientifici, multimedialità, teatro scientifico, laboratori didattici e mostre su un totale di 10.000 mq. di area espositiva.
C’è poi il BIC (Business Innovation Center), con un Incubatore per nuove imprese specializzate nelle ICT (Information & Communication Technology) e dei servizi ambientali e servizi agli enti locali e territoriali. Infine, il Centro di Alta formazione, la cui funzione è quella di potenziare e qualificare il potenziale umano a sostegno dei processi di innovazione e sviluppo.
Importanti le esposizioni di arte contemporanea ospitate nella Citta della Scienza. Nella storia del complesso, si sono succeduti i lavori dell’americano Sol Lewitt, le opere di artisti come Plessi, Ceroli, Rockeby e Berrocal. , l’opera d’arte territoriale di Dennis Karavan “La via della conoscenza 2001″, il lavoro “La fonte dei segni” del gruppo di Studio Azzurro, l’installazione “Very nervous sistem” di David Rokeby e ” Mechanical clock” dell’artista americano Norman Tuck.
Tra le ultime iniziative che si sono svolte alla Città della Scienza, oltre quelle dedicate ai più piccoli in occasione delle feste di Natale dell’Officina dei Piccoli, c’è la festa della Primavera in collaborazione con l’Unione Astrofili Napoletani. In occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia, gli ospiti di Città della Scienza hanno potuto concedersi una serata particolare dedicata all’osservazione delle stelle e dei pianeti del cielo di primavera, oltre a poter approfondire la storia e il funzionamento di antichi strumenti astronomici della misura del tempo. A disposizione dei presenti, i telescopi dell’UAN e il planetario di Città della Scienza.
In più, per tutti la possibilità di partecipare all’iniziativa mondiale GLOBE AT NIGHT che ha permesso, con l’aiuto delle guide scientifiche, di scrutare, riconoscere la costellazione di Orione e di misurare l’inquinamento luminoso del cielo.

Spazi espositivi
Nel recente week end pasquale, poi, l’area espositiva del Science Centre ha visto l’allestimento di una sezione espositiva dedicata alla “Terra inquieta”, un percorso che ha mostrato i meccanismi della dinamica endogena della terra: dalla distribuzione dei terremoti e dei vulcani sulla superficie terrestre alla teoria della tettonica delle placche, e poi le eruzioni vulcaniche fino all’interpretazione di sismogrammi. Inoltre, un incontro con il prof. Aldo Zollo del Dipartimento di Scienze Fisiche dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II sui terremoti, tornato tristemente alla cronaca in questi giorni dopo il sisma che ha colpito le popolazioni abruzzesi.
Valeria Scotti
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