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Spaccanapoli

Sezione: Itinerari turistici | 22 maggio 2008 scritto da nando

Spaccanapoli vista dall’altoIl decumano inferiore ha cambiato più volte nome nel corso dei secoli ma per il suo svolgimento perfettamente rettilineo è conosciuto come Spaccanapoli. Chi viene a visitare la città non può non passare di qua. Spaccanapoli attraversa il cuore antico di Napoli, un cuore vecchio di millenni e che porta i segni della sua storia. Lungo questa arteria infatti si allineano alcuni fra i maggiori monumenti della città.Il decumano inferiore fu, nel XVI secolo, interessato da una grande opera di ampliamento che lo portò a proseguire su per la collina di San Martino, raddoppiando il suo percorso originario. Se si osserva la città dall’alto, si nota il marcatissimo taglio costituito proprio da questa antica strada.

Il nostro cammino inizia a Via San Sebastiano, che si immette direttamente sul Decumano inferiore, nella parte in cui questo si apre a formare Piazza del Gesù Nuovo.

Guglia dell’Immacolata con facciata della Chiesa del Gesù Nuovo

La piazza era in origine separata dal complesso monastico di Santa Chiara grazie ad un alto muro che circondava il complesso e che separava il sagrato della chiesa dalla piazza. Oggi, con l’abbattimento di tale cinta muraria, questa è quasi saldata al sagrato.

L’edificio con un particolare bugnato in pietra nera è la chiesa del Gesù Nuovo, eretta alla fine del 1500 utilizzando la facciata del palazzo della famiglia Sanseverino, opera di Novello S. Lucano risalente al 1470.

All’interno della chiesa sono custodite opere del Fanzago, di Luca Giordano, del Solimena, del Lanfranco e del Guercino. Oggi uno spazio è riservato al culto di San Giuseppe Moscati, il santo medico vissuto a Napoli fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. Nella chiesa sono in mostra alcuni oggetti appartenuti al santo, nonché gli ex voto che la popolazione continua ad offrirgli in cambio di grazie e intercessioni.

Al centro della piazza si erge la guglia dell’Immacolata, eretta verso la metà del 1700.

Oltrepassando il Monastero di Santa Chiara, di cui abbiamo già parlato in un apposito articolo, si procede per Spaccanapoli, lasciando a sinistra Palazzo Filomarino, che conserva tracce dei rifacimenti succedutisi nel corso dei secoli. In questo palazzo, il cui portale fu costruito dal Sanfelice, visse e morì il filosofo Benedetto Croce. Ai lati della strada si aprono interessanti e folkloristici negozietti di alimentari tradizionali, nonché fast-food dedicati ai turisti e agli studenti che popolano questa zona.

Si giunge così in Piazza San Domenico Maggiore, coronata da una serie di palazzi storici e dominata dalla chiesa di San Domenico, anch’essa voluto dagli Angioini e costruita in forme gotiche tipiche del ‘200 e del ‘300. La chiesa di San Domenico in P.zza San Domenico Maggiore

Alla chiesa era annesso anche un complesso monastico dei frati Dominicani, trasformato poi in centro di insegnamento e cultura nel quale insegnò teologia San Tommaso d’Aquino.  

Il bel portale ad ogiva e la porta lignea conservano le forme originarie trecentesche mentre il resto della chiesa è stato rimaneggiato nel corso dei secoli. All’interno è custodito il Crocefisso del XIII sec. che parlò a San Tommaso d’Aquino nonché opere di Mattia Preti, Colantonio, tino da Camaino, Roberto Oderisi. Qui è anche possibile ammirare una Annunciazione di Tiziano e, fino a qualche anno fa anche “La flagellazione” del Caravaggio, ora visibile al Museo di Capodimonte.

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