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S. Angelo a Nilo
Sezione: Itinerari turistici | 15 dicembre 2008 scritto da nando
Sorge sulla piazzetta Nilo, così detta da una statua ellenistica del fiume Nilo qui rinvenuta e oggi situata in largo Corpo di Napoli. La chiesa è nota anche come cappella Brancaccio perchè fu fondata per volere di Rinaldo Brancaccio, un nobile divenuto cardinale nel 1384, nel 1385 come luogo di culto di quella famiglia dedicata ai Santi Angelo e Marco vicino alla residenza stessa della famiglia che si affacciava sul vicino vico Donnaromita. Infatti, proprio dalla chiesa, si accede ad un cortile del palazzo, dove è stata aperta la prima biblioteca pubblica napoletana nel 1690 per volontà di un altro importante esponente della famiglia: il cardinale Francesco. Tuttavia essa si presenta con l’aspetto datole nel ‘700.

Il fatto che durante gli anni si siano susseguiti interventi strutturali particolarmente penetranti ha fatto si che la chiesa risulti oggi poco armoniosa con una pianta ad una sola navata e con delle cappelle sul lato. Dell’aspetto originario rimane ben poco: in particolare il portale principale su via Mezzocannone in stile gotico-catalano la cui lunetta superiore era decorata da un magnifico affresco con un particolarissimo fondo d’oro raffigurante la Vergine in Trono con i Santi Michele e Andrea con il donatore cardinale Brancaccio attribuito a Perinetto da Benevento oggi conservato nella sagrestia. I portali del sec. XIV-XV, racchiudono battenti lignei del ‘500. L’altro ingresso, invece, che si trova su piazzetta Nilo è in stile toscano e la sua lunetta è invece decorata da una statua di San Michele recentemente ristrutturata. A Donatello, Michelozzo e Pagno di Lapo
Portigiani si deve il sepolcro di Rinaldo Brancaccio a destra del presbiterio, realizzato a Pisa nel 1426-28 e spedito a Napoli via mare, che documenta il passaggio dalle forme gotiche a quelle rinascimentali; il sepolcro di Francesco e Stefano Brancaccio a sinistra dell’altare maggiore è invece barocco.
Nel XVIII secolo la chiesa fu oggetto di un intervento di ristrutturazione che aveva lo scopo di uniformare e omogeneizzare quanto era frutto di diversi interventi susseguitisi nel corso degli anni; il lavoro venne affidato ad Arcangelo Guglielmelli, il quale si incaricò anche di innalzare la copertura della navata e di creare una cupola per dare maggiore maestosità all’intera costruzione. Contemporanee a quest’ultimo intervento sono anche le due statue esterne rappresentanti Santa Candida. All’interno tra le altre cose bisogna necessariamente soffermarsi sulla Cappella di Santa Candida delimitata da una bella cancellata risalente al tardo ‘700 in ottone e ferro battuto, sugli armadi decorati con intarsi lignei raffiguranti angeli e santi e risalenti al XV sec. Tra i vari dipinti che si trovano all’interno notevole pregio hanno quelle di Giovanbattista Lama appartenente alla scuola di Luca Giordano, racchiusi in cornici di stucco realizzate dal Guglielmelli. Tra tutte la più notevole è quella raffigurante i Santi in adorazione del Volto Santo, ma di certo non sono trascurabili nemmeno il San Michele Arcangelo del 1573 del senese Marco Pino e il tabernacolo in marmo del maestro lombardo Giovann Tommaso Malvito. Molto bello è anche l’altare in marmo di Pietro Ghetti.
La chiesa si può visitare tutti i giorni tra le 9 e le 13 e tra le 13 e le 16.30.
Durante i giorni festivi resta aperta solo la mattina.
Amanda De Simone per Bella Napoli
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