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Palazzo Como e il museo Filangieri

Sezione: Itinerari turistici | 7 dicembre 2008 scritto da nando

Da tutti a Napoli è chiamato Palazzo Cuomo. L’edificio, molto imponente, si rifà per quanto riguarda la struttura architettonica a forte bugnato e finestre crociate, ai modelli fiorentini; infatti proprio da Firenze veniva il mercante che lo commissionò nella seconda metà del ’400, tale Angelo Como facente parte di una famiglia molto legata alla corona d’Aragona, che fece eseguire il disegno di Giuliano da Maiano.

Palazzo Como

Tuttavia è stata avanzata anche una tesi secondo la quale, il progetto fu degli architetti Rubino di Cioffo ed Evaristo da San Severo.Le strutture interne furono rivestite di piperno e marmo. Nel ’600 fu trasformato in un convento dalla chiesa di San Severo al Pendino, nel XIX secolo in parte divenne sede di una fabbrica di birra gestita da Antonio Mennel  e in parte sede dell’archivio del regno, successivamente fu affidato ad altri ordini monastici che però ne furono presto espulsi. Si discusse molto sulla possibilità di demolire l’edificio a causa del taglio di Via Duomo, e proprio a causa di questo, venne arretrato di una ventina di metri. In seguito a quest’ultimo intervento, venne realizzata una ristrutturazione degli interni che conferì all’intera struttura un aspetto più ecclettico. 

Il palazzo in principio era un tipico esempio di architettura rinascimentale. La facciata prevede tre livelli: il basamento, il piano terreno ed il piano nobile caratterizzato da bugne lisce, con  cinque aperture rettangolari a forma di croce guelfa con stemmi marmorei agli spigoli.  Ancora tipicamente rinascimentale è invece il cortile, dal quale si accede alle sale del museo.

Dal 1888 è la sede del Museo Civico Gaetano Filangieri. Il principe donò la sua magnifica raccolta d’arte al comune in quarto parte di un progetto di un Museo Artistico industriale ispirato ai più famosi della Francia, dell’Inghilterra e anche a quello italiano di Torino.  L’eterogeneità  delle collezioni, che annoverano oltre 2000 prodotti artistici, più di 10000 medaglie e monete, libri, pergamene e documenti d’archivio, è stata menomata dal bombardamento del 1943, durante il quale buona parte dei pezzi è andata distrutta.

Nei vari ambienti, sistemati ancora secondo la moda tipica degli ultimi anni dell’800, risaltano in particolare la collezioni di armi occidentali ed orientali risalenti al periodo compreso tra il XV e il XIX secolo, pastori,  il busto di Ferdinando IV di Borbone di Antonio Canova, il pavimento risalente al 1882, con gli stemmi e le iniziali dei Filangieri, i dipinti di Bernardino Luini, tra cui “S. Prassede” e quelli dello Spagnoletto, “Testa di San Giovanni Battista” “Testa di San Giovanni Battista” - Spagnoletto e “Santa Maria Egiziaca”, la collezione di porcellane costituita da 393 pezzi delle migliori fabbriche italiane ed europe e quella di ceramiche provenienti da Meissen, Zurigo, Sevres, Vienna e, ovviamente dalla Real Fabbrica di Capodimonte, ricami e merletti siciliani del XVI secolo e paramenti liturgici del ’600 e del ’700; nel 1984, inoltre, la collezione numismatica di Filangieri è stata arricchita dai 3280 pezzi della collezione Bovi – Mastroianni.

Il museo è aperto tutti i giorni, dal lunedì al sabato tra le 9 e le 19; la domenica e i festivi tra le 9 e le 13.

Amanda De Simone per Bella Napoli

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