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Napoli sotterranea

Sezione: Itinerari turistici | 21 settembre 2009 scritto da nando

Ingresso di Napoli sotterranea

Ingresso di Napoli sotterranea

L’altra faccia della medaglia. Una città parallela o, meglio dire, una città su due livelli. Napoli sotterranea, un  mondo ai più nascosto tra grotte, cunicoli, pozzi, caverne. Un’esperienza legata ai sensi e al passato, un viaggio oggi da intraprendere e possibile grazie alla conformazione morfologica e geologica del territorio partenopeo. Tutto ha inizio con le prime trasformazioni avvenute ad opera dei Greci che necessitavano di un approvvigionamento idrico. Da qui la nascita di cisterne sotterranee utili per raccogliere le acque piovane, oltre alla necessità di recuperare materiale da costruzione per poi erigere gli imponenti edifici di Neapolis.

Resti di edifici greco/romani

Resti di edifici greco/romani

Nei secoli successivi la città crebbe sempre più, insieme al bisogno di dare vita a  un vero e proprio acquedotto per raccogliere e distribuire acqua potabile. Quell’acquedotto vide la sua grande importanza durante il dominio romano, ma è solo nel 1266, con l’avvento degli Angioini, che la città iniziò a conoscere una grande espansione urbanistica e un incremento dell’estrazione del tufo dal sottosuolo. Fra il 1588 ed il 1615 poi, alcuni editti iniziarono a proibire l’introduzione di materiali da costruzione al fine di evitare una pericolosa e incontrollata espansione della città. E’ per questo motivo che i cittadini pensarono di estrarre il tufo sottostante la città. Un tipo di estrazione che avveniva dall’alto verso il basso, ma richiedeva molte attenzioni e tecniche particolari affinché la stabilità del sottosuolo rimanesse garantita e non ci fossero crolli improvvisi e imprevisti.

Seconda guerra mondiale: è in questo momento che avviene uno degli ultimi interventi al sottosuolo.  Per offrire rifugi sicuri alla popolazione, furono allestiti in tutta Napoli ben 369 ricoveri in grotta e 247 ricoveri anticrollo. Poi, una volta terminata la guerra, a causa della  mancanza di mezzi di trasporto tutte le macerie furono scaricate nel sottosuolo e i pozzi divennero delle vere e proprio e discariche.

Anno 1968: in questo periodo cominciarono a verificarsi alcuni problemi come rotture di fogne, perdite dell’acquedotto. Ma oggi, grazie a numerosi lavori di scavi e di bonifica, la Napoli sotterranea ha una sua storia ed è possibile visitarla grazie a studiosi e volontari che invitano napoletani e turisti a conoscere questa pagina inedita della città. 

A quaranta metri di profondità, si effettuano dunque escursioni nel tempo.  Tra i tour più quotati, quello dalla durata di un’ora insieme a guide multilingua, in cui si visitano le cisterne nel sottosuolo. Interessante anche il Teatro Greco-Romano, sempre nel sottosuolo, il cui ingresso è in un basso in Vico Cinquesanti.  E poi le viscere della chiesa di San Lorenzo Maggiore. Dal chiostro, infatti, si arriva a due strade romane con le relative botteghe: una vera area commerciale e una vasca di età greca, tipica dei mercati dell’epoca. 

Anche nel sottosuolo del Duomo di Napoli vi sono tracce del passato greco-romano: una strada greca ed una romana ed edifici di vario tipo, oltre a un porticato con colonne e pavimenti con mosaici.

L’Associazione LAES, ad esempio, è riuscita a recuperare una struttura in vicinanza dei Quartieri Spagnoli, via S.Anna di Palazzo, e da qui si arriva a un rifugio di 3200 metri quadrati che, in tempo di guerra, era in grado di ospitare fino 4000 persone. Tra le testimonianze più toccanti, i graffiti che ritraggono i capi di stato dell’asse Berlino-Roma-Tokio. E poi immagini di donne, soldati, bambini. 

Napoli Sotterranea 1

A fine 2008, si è avuta la scoperta di un nuovo percorso sotterraneo, precisamente uno risalente all’Ottocento, quando i Borboni fecero creare questo lungo tratto da piazza del Plebiscito a piazza della Vittoria per assicurarsi una via di fuga e raggiungere, in caso di necessità, la Caserma Vittoria di via Morelli. Il percorso però, nel secolo successivo, fu abbandonato e divenne col tempo prima un rifugio antiaereo, poi un deposito per vecchie auto. Oggi quella zona è in via di restauro, in attesa che diventi anch’essa un’attrazione turistica. L’intento è quello di mostrare le auto d’epoca ritrovate sul luogo insieme a una statua di tre metri scoperta in una delle gallerie.

Anche la letteratura parla della Napoli più nascosta. Antonio Piedimonte, autore del libro ‘Napoli Sotterranea’, afferma infatti che “Napoli, non si può dire di averla davvero conosciuta se non ci si è immersi almeno una volta nella sua Ombra. Se non si è vissuta l’esperienza di camminare, anche solo per pochi istanti, dentro il silenzioso respiro del tufo, se non si è passati dal frastuono dei vicoli, tracimanti d’ogni cosa, alla lunare e meditativa immobilità del suo labirinto sommerso”. Mentre ”Non esisterebbe la “Napoli di sopra” se non ci fosse quella “di sotto”. Nell’intricata rete di cunicoli scavati nel tufo – materiale da costruzione per la città in superficie – è scritta la storia partenopea. Dalle vestigia romane alle memorie della seconda guerra mondiale, fino agli ossari, manifestazione “forte” della superstizione popolare” (tratto da Le Porte del Purgatorio di F.Ardito / ” I Meridiani” giugno 2205 n.139).

 

Valeria Scotti

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