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Museo Nazionale delle Ceramiche Duca di Martina

Sezione: Itinerari turistici | 1 febbraio 2009 scritto da nando

E’ sulla collina del Vomero, quartiere facoltoso di Napoli, che sorge uno dei polmoni verdi più belli della città: Villa Floridiana. L’area è costituita da un parco – aperto tutti i giorni dalla mattina a un’ora prima del tramonto – e da una villa costruita nei primi anni del 1770 che fu acquistata da re Ferdinando I di Borbone come residenza di villeggiatura. Il re rientrava proprio in quei giorni vittorioso nella sua Napoli, dopo un lungo decennio di dominazione francese. Precedente proprietario fu Cristoforo Saliceti, ministro di polizia del governo murattiano. Il re, come pegno d’amore, regalò la Villa alla moglie  morganatica (ovvero senza il  titolo di regina) Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia. E proprio in suo onore, la struttura assunse il nome di Floridiana.

L'esterno della villa della Floridiana

L'esterno della villa della Floridiana

 

Dalla testa coronata, l’ordine all’allora direttore dell’Orto Botanico di Napoli, Friedrich Dehnhardt, di occuparsi personalmente dell’ampliamento e della ristrutturazione del giardino con l’aggiunta di nuove e particolari specie vegetali. Il risultato fu particolare: circa 150 specie di piante tra lecci, pini, platani, palme e una collezione di camelie.

 

Il parco subì, tra il 1872 e il 1880, due modifiche. In un primo tempo, si decise di aumentare l’area verde con aiuole di lecci e un elegante prato inglese nel parterre ellittico con fontana centrale e statue su cui si affaccia il fronte sud della villa. Poi, l’aggiunta di un viale rettilineo – oggi ancora presente – che nasconde fino alla fine la vista della villa, posta alle spalle del prato centrale. E oggi si posso ammirare anche  le grotte che furono create per ospitare animali esotici.

 

Per la palazzina, invece, si optò un restyling – a nome dell’architetto Antonio Niccolini – che si avvicinava al periodo neoclassico. A inizio dell’Ottocento, ecco come si presentata la struttura:  due ville, un  teatro all’aperto, un tempio circolare a colonne doriche, fontane, statue  e serre. Oggi la villa si caratterizza da una pianta molto semplice a forma rettangolare, arricchita da due ali laterali. La facciata settentrionale presenta due piani, mentre quella che volge a  mezzogiorno, si articola su tre piani e si affaccia direttamente sul mare. Il piano terra costruito in pietra lavica si alterna al candore dei due piani superiori caratterizzati da finiture di stucco bianco. Le porte-finestre del secondo piano si ispirano ai capitelli ionici, mentre una scala a tenaglia arriva fino al grande  lo scalone marmoreo, simbolo dell’unione tra la villa e il parco.

 

L'interno del museo

L'interno del museo

Alla morte del Re e della  duchessa, una delle ville del complesso, Villa Lucia (separata dal resto con un vallone), fu venduta a privati insieme ad un’area meridionale del parco. Il resto dei possedimenti, invece, fu ereditato dai figli della duchessa.

 

Oggi la Floridiana dispone di due diversi accessi – in via Cimarosa e in via Aniello Falcone – e regala uno dei più bei panorami, quello sul Golfo di Napoli. Al suo interno, il Parco accoglie il Museo Nazionale delle Ceramiche Duca di Martina con oltre 6000 pezzi tra antiche collezioni di arti decorative europee e orientali donate da Placido de Sangro, conte dei Marsi e nipote del duca di Martina. Il duca era infatti  appassionato di manufatti e acquistò i pezzi della sua immensa collezione durante i suoi viaggi nelle maggiori capitali europee. Il Museo si sviluppa su tre piani per un totale di quattordici sale: al piano terra sono esposti oggetti in avorio, smalto e bronzo di epoca medioevale, maioliche rinascimentali e barocche e vetri di Murano dei secoli XV- XVIII. Il primo piano accoglie invece la raccolta di porcellane europee del XVIII secolo con grande risalto alle porcellane di Meissen (la prima manifattura in Europa a produrre porcellana a pasta dura), alla manifattura borbonica di Capodimonte, a quelle del marchese Carlo Ginori a Doccia e al gruppo di porcellane francesi di Chantilly, Rouen e Saint-Cloud. Inoltre,  c’è il piano seminterrato ove, da alcuni anni, si è aggiunta la sezione di oggetti d’arte orientale, come la linea di porcellane cinesi di epoca Ming e Qing. Un totale di più di  1200 pezzi a  cui si aggiungono giade, smalti e bronzi. Tra gli oggetti più significativi che si possono ammirare al Museo vi sono le porcellane cinesi bianche e blu delle “famiglia verde” e “famiglia rosa”, e le  porcellane giapponesi in stile Kakiemon e Imari.

La visita al Museo – che può effettuarsi tutti giorni dalle ore 8.30 alle ore 14.00, escluso il martedì – inizia dal vestibolo: qui sono esposti i ritratti di Ferdinando IV di Borbone e della duchessa di Floridia. Procedendo, si possono ammirare bozzetti di pittori napoletani Seicento e Settecento (tra questi Filippo Falciatore, Francesco de Mura, Domenico Antonio Vaccaro, Francesco Solimena), e un ritratto del duca di Martina realizzato da Salvatore Postiglione. Erano ventotto, in origine, le opere di medio e grande formato donate dal conte dei Marsi, alle quali furono poi aggiunte altre tavole e tele pervenute al Museo tra il  1929 e il 1930.

 

Valeria Scotti per Bella Napoli

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