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Le residenze reali di Napoli
Sezione: Itinerari turistici | 11 aprile 2010 scritto da nando
Napoli è una città ricca di ville e palazzi storici, testimoni di un tempo in cui essa era una delle città più importanti dell’Italia centrale. Le residenze reali appartenenti all’antico Regno di Napoli sono molte: il Palazzo Reale di Napoli, la Reggia di Capodimonte, la Reggia di Caserta, la Reggia di Portici e la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia. Oltre a queste importanti residenze storiche esistono anche altre ville e palazzi strutture abitate per brevi periodi da sovrani come, ad esempio, Villa Rosebery diventata oggi una delle dimore del Presidente della Repubblica.

Villa Rosbery a Posillipo
Situata a Posillipo, Villa Rosebery è uno dei principali esempi di architettura neoclassica: le pareti candide degli edifici che la compongono, spiccano nel verde circostante dei giardini e si riflettono nel mare sottostante. L’intera struttura comprende diversi edifici: la “Grande foresteria”, con il suo bel portico al piano terra e le bellissime finestre che ne alleggeriscono la facciata, la “Casina a mare”, da cui osservare il bellissimo panorama marino, la “Piccola foresteria” e la “Palazzina Borbonica”, più a nord. La costruzione di questa villa storica risale agli inizi del 1800 per opera di Giuseppe de Thum, un ufficiale austriaco, che acquistò il terreno per costruire la sua residenza estiva. Una parte dell’area circostante fu adibita a giardino, mentre la parte restante fu adibita a frutteto e vigneto. I successivi proprietari, Agostino Serra di Oristano e sua madre, decisero di ristrutturarla e trasformarla in una villa di rappresentanza affidando i lavori di restauro agli architetti Luigi e Stefano Gasse.
Durante il 1857 la famiglia Serra decise di vendere la villa a Luigi di Borbone il quale si impegnò nel risanamento del parco circostante e nell’ampliamento del giardino. In questo periodo la villa fu nota con la denominazione di Brasiliana, in onore delle origini della moglie di Luigi di Borbone. Negli anni successivi villa Rosebery divenne proprietà di un banchiere francese e poi di Lord Rosebery, nel 1897, lo statista britannico che le da’ il nome ancora oggi. In questo periodo la villa divenne un luogo intimo e privato, aperto soltanto a pochi e selezionati amici del proprietario. Notevoli interventi di ristrutturazione coinvolsero il giardino subì profonde modifiche in linea con lo stile inglese: si addolcirono le forme attraverso l’inserimento di piante annuali e aiuole fiorite. Agli inizi del 1900 circa, al momento della ripresa della sua attività politica e viste le ingenti spese per il risanamento della villa, Lord Rosebery decise di donarla al governo inglese al fine di ospitare gli ambasciatori e il corpo diplomatico inglese. Nel 1932 la villa divenne proprietà della famiglia reale dei Savoia fino al termine della Seconda Guerra Mondiale. Dopo un periodo di disuso, nel 1957 fu inserita tra le residenze confiscate ai Savoia per essere messa a disposizione del Presidente della Repubblica, determinando la nuova rinascita di questa bellissima villa. La sua nuova destinazione d’uso, però, la rende inaccessibile ai turisti per quasi tutto l’anno: è possibile visitarla, infatti, soltanto in particolari periodi.

La Reggia di Capodimonte
Tra le altre residenze reali di Napoli, è particolarmente interessante anche la Reggia di Capodimonte, diventata museo nel 1950. Dal punto di vista architettonico la Reggia risulta un edificio abbastanza imponente e dalla forma longitudinale, circondato da ampi giardini e viali alberati. Internamente, contiene numerosi saloni che ospitano importanti dipinti della storia dell’arte italiana, raggruppati principalmente nella Collezione Farnese e in quella Borbonica, e il bellissimo Appartamento Reale. La realizzazione della Reggia di Capodimonte fu voluta da Carlo III di Borbone con l’intento di abbellire la sua riserva di caccia situata sull’omonimo colle, e affidata all’architetto G. A. Medrano. I lavori iniziarono nel 1738 circa e terminarono nel 1758, anno in cui Carlo III decise di trasferirvi la collezione d’arte Farnese ereditata sa sua madre, Elisabetta. In seguito, la costruzione fu ampliata ad opera dell’architetto Fuga, per volere di Ferdinando IV, che si occupò anche del risanamento del giardino. I successivi proprietari furono i Savoia che decisero di destinarla a residenza reale oltre che a museo. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Reggia di Capodimonte divenne proprietà dello Stato Italiano che, nel 1950, decide di adibirla a museo nazionale. Al suo interno si possono osservare i dipinti e le opere appartenenti alla Collezione Farnese e alla Collezione Borgia, mentre agli ultimi piani sono conservati dipinti appartenenti alla scuola Napoletana. Tra i dipinti più antichi vi sono quelli di Simone Martini, risalenti al 1300 circa, che abbelliscono la sua “Pala di San Ludovico da Tolosa”. Tra le tele più belle risalenti al Rinascimento italiano vi sono, invece, la “Crocifissione” di Masaccio e la “Madonna con bambino e due angeli” realizzata da Sandro Botticelli. Interessante anche la tela del Caravaggio intitolata “Flagellazione di Cristo” e risalente agli inizi del 1600 circa. Tra gli artisti contemporanei, il Museo di Capodimonte ospita anche “Vesuvius”, la nota tela firmata Andy Warhol.
Valentina Coppola
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