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Le fontane di Napoli

Sezione: Itinerari turistici | 22 aprile 2010 scritto da nando

Escluse le fontanelle, oggi Napoli conta circa un centinaio di fontane sparse in tutto il territorio cittadino e, alcune delle quali, conservate all’interno di chiostri e palazzi storici. Le prime fontane iniziarono ad essere costruite sin dall’età classica ma, purtroppo, di queste prime fontane oggi non resta traccia. Se all’inizio la loro costruzione era in stretta relazione con il problema dell’approvvigionamento idrico dei cittadini e dell’aumento dell’urbanizzazione, in seguito, le fontane iniziarono ad assumere ruoli celebrativi di eventi particolari o simbolo del potere di importanti personalità cittadine. Una delle fontane più antiche di Napoli i cui resti sono giunti sino a noi, è quella conservata all’interno della Villa imperiale di Pausilypon, risalente al periodo degli antichi romani.
Le numerose fontane presenti sul territorio sono comunemente raggruppate in due categorie: le fontane monumentali, molto elevate, e quelle ornamentali, ugualmente belle ma di dimensioni minori.

 

La fontana di Nettuno in Via Medina

La fontana di Nettuno in Via Medina

Al primo gruppo appartiene, ad esempio, la fontana del Nettuno, sita in via Medina e realizzata su disegno di Domenico Fontana verso la fine del 1500 circa. Nel corso del tempo questa fontana ha subito numerosi cambiamenti di sede ma alla fine, nel 2000, è stata riportata nella sua sede originaria, in via Medina. L’aspetto di questa fontana è davvero maestoso: la struttura è, infatti, abbellita da numerose statue di divinità e animali, tra i quali 4 leoni da cui zampilla l’acqua. Tra le statue presenti sono ben visibili anche due mostri marini, nell’intento di versare l’acqua nella vasca, affiancati da delfini che cavalcano tritoni. Nella parte centrale della fontana s’innalzano due ninfe e due satiri che sorreggono il basamento sul quale si erge la statua di Nettuno. Il dio innalza il suo leggendario tridente dal quale zampilla l’acqua.
Di particolare bellezza è anche la fontana del Gigante, un’altra fontana monumentale risalente al XVII secolo e visibile in prossimità di Castel dell’Ovo, nel centro storico di Napoli. Essa fu commissionata da Antonio Alvarez di Toledo, duca d’Alba, il quale incaricò della sua costruzione M. Naccherino e Pietro Bernini. Nel corso del tempo anche questa fontana è stata spesso spostata e ciò giustifica i diversi nomi con cui è conosciuta: nel periodo in cui si trovava presso il varco dell’Immacolatella al molo di Napoli era, infatti, nota come fontana dell’Immacolatella. Dal punto di vista strutturale è caratterizzata dalla presenza di tre arcate a tutto sesto: quella centrale è più grande rispetto alle due laterali. Su ogni arcata sono posti, poi, lo stemma della città e altri stemmi di famiglie nobili. Al di sotto dell’arco centrale si trova la tazza della fontana, sorretta da creature marine, mentre all’interno delle arcate laterali vi sono due statue di divinità acquatiche nell’atto di sorreggere delle cornucopie.
Anche la fontana della Sirena è una delle fontane monumentali di Napoli. Sebbene sia più semplice rispetto alle precedenti è ugualmente bella e di grande effetto. Essa è situata in piazza Sannazaro e la sua costruzione, risalente al 1869, è ricondotta a Onofrio Buccini e a Francesco Jerace. La fontana è costituita da un’unica vasca circolare con al centro uno scoglio dal quale s’innalzano alcuni animali (un leone, una tartaruga, un delfino e un cavallo) e delle piante acquatiche. Ad un livello superiore rispetto a questo gruppo di sculture, s’innalza la sirena Partenope, simbolo della città.
Tra le fontane di recente costruzione è compresa la fontana del Carciofo, eretta verso gli anni Cinquanta su volere di Achille Lauro, che in quel periodo era sindaco della città. La progettazione e la costruzione della fontana furono affidate a Fedele Comiti e oggi essa fa bella mostra di sé in piazza Trieste e Trento. Una piccola aiuola circonda il perimetro circolare della vasca più grande all’interno della quale è posta una seconda vasca di dimensioni minori. All’interno di questa seconda vasca è presente una costruzione a forma di corolla, chiamata popolarmente “il Carciofo”, da cui zampilla l’acqua.
In via Caracciolo, poi, c’è un’altra bella fontana, nota con il nome di fontana del Sebeto. La sua costruzione risale al 1635: il progetto e la costruzione furono affidati, su volere di Emanuele Zunica e Fonseca che in quel periodo ricopriva la carica di viceré, a Cosimo e Carlo Fanzago. La struttura ha come basamento una piattaforma in piperno sulla quale s’innalza la costruzione in marmo. La fontana è composta, in particolare, da tre vasche in marmo: una centrale, di dimensioni e bellezza maggiore, e due laterali. Al di sopra della vasca centrale sono visibili due creature marine dalla cui bocca fuoriesce l’acqua che si riversa nella stessa vasca. Due tritoni, posti ai lati dell’arcata sovrastante e affiancati da due obelischi, alimentano, invece le vasche laterali. All’interno dell’arcata è posta la raffigurazione di un vecchio semi-disteso che rappresenta il fiume Sebeto. In cima all’arco, invece, sono raffigurati gli stemmi della famiglia reale, della città e del viceré affiancati da una lastra commemorativa.

 

Valentina Coppola

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