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Le chiese di Posillipo
Sezione: Itinerari turistici | 8 maggio 2010 scritto da nando
Posillipo è sicuramente una delle zone più belle di Napoli: le sue ville, il panorama che offre e i suoi edifici sobri ed eleganti, ne fanno una meta obbligata per tutti i turisti che si recano a Napoli. I luoghi d’interesse turistico sono numerosi come, ad esempio, la bellissima Villa Rosebery una delle residenze del Presidente della Repubblica visitabile unicamente in occasione del Maggio dei Monumenti. Molto interessante è anche il parco della Tomba di Virgilio, all’interno del quale sono contenuti i resti del noto poeta latino. Tra i monumenti e gli edifici storici di Posillipo, spiccano le numerose chiese, mete privilegiate del turismo religioso e degli appassionati di architettura e arte.
Una delle chiese più antiche di Napoli, infatti, si trova proprio a Posillipo ed è la chiesa dell’Addolorata, realizzata nei primi anni del XIX secolo in stile neoclassico. Le pareti esterne, costruite in marmo bianco, spiccano sull’ambiente circostante. In prossimità della facciata principale un gruppo di quattro colonne con capitelli in stile dorico sorreggono il timpano triangolare della chiesa. L’ingresso, invece, è anticipato da una piccola scalinata in piperno. Nonostante questa chiesa sia uno dei simboli della collina di Posillipo, da diversi anni è chiusa al culto. Nelle sue vicinanze, inoltre, sorge l’Ospizio Marino, un edificio religioso anch’esso in stile neogotico, realizzato nel 1875 su volere dei Frati Bigi della Carità e oggi sede delle suore francescane.
Altro edificio di culto molto antico è la chiesa di Sant’Antonio, sita anch’essa a Posillipo e realizzata intorno al 1642. Al suo interno si accede sia da via Minuccio Felice, sia in cima alle Rampe di Sant’Antonio, chiamate anche le Tredici discese di Sant’Antonio. Alcune aree della costruzione originaria sono visibili ancora oggi come, ad esempio, le pareti in prossimità della sacrestia e la zona chiamata dell’ex-monastero che, all’inizio costituiva il convento. Nel corso degli anni, numerosi lavori di risanamento hanno modificato profondamente l’aspetto della chiesa: verso il XVII secolo circa, infatti, essa inizia ad assumere la forma ad un’unica navata con tre cappelle laterali. Nella seconda metà del 1700 circa furono intrapresi i lavori per la realizzazione della sacrestia e del campanile che si ultimarono circa vent’anni più tardi con la realizzazione del chiostro del convento. Dopo un periodo di relativo abbandono questa chiesa divenne, nel 1824 circa, dimora dei Domenicani e, nella prima metà del 1900 circa, l’arcivescovo Alessio Ascalesi la rese parrocchia. Al suo interno sono conservati numerosi reperti antichi come, ad esempio, un Crocifisso ligneo risalente al XVIII secolo e il ritratto di San Nicola di Bari realizzato nella prima metà del XVII secolo da un pittore rimasto ignoto. Le pareti interne, inoltre, sono abbellite da stucchi e affreschi; belle anche le due tele realizzate dall’artista napoletano Giacinto Diano e intitolate “San Raffaele e San Tobiolo” e “L’estasi di Sant’Antonio”.

La chiesa di Santo Strato
Nel borgo di Casale, si erge un’altra storica chiesa di Napoli: la chiesa di Santo Strato a Posillipo. Il nucleo originario dell’edificio fu realizzato nel 1266 sui resti di un antico tempio risalente al periodo romano, ad opera di un gruppo di greci convertiti al cristianesimo, i quali successivamente decisero di dedicarla a Santo Stratone. Per recuperare il denaro necessario alla realizzazione di questa chiesetta, si narra che i pellegrini greci iniziarono ad esibirsi come giocolieri sulle vie della città. La costruzione originaria iniziò ad essere ampliata solo nella seconda metà del 1500 circa: il parroco don Giovanni Leonardo Basso, infatti, si occupò del risanamento e dell’abbellimento del tempietto originario e decise di annettere la chiesa alla sua parrocchia. Gli eventi sismici del 1930 e del 1980 determinarono la chiusura al culto di questa chiesa per motivi di instabilità strutturale: i lavori di risanamento, tuttavia, consentirono la sua riapertura già nel 1982.
Situata sul piccolo porto di Marechiaro, poi, s’innalza la chiesa di Santa Maria del Faro, realizzata intorno al XIII secolo e risanata ad opera dell’architetto Ferdinando Sanfelice, su volere della famiglia Mazza, durante il XVIII secolo. Costruita in stile barocco, essa è dotata di un’unica navata centrale ai lati della quale si aprono numerose cappelle, contenenti oggetti d’arredo rinvenuti nei siti archeologici locali. All’interno della chiesetta sono conservati anche i resti dell’antica villa di Pausylipon risalente all’antica Roma.
Particolarmente suggestivo è anche il Tempio della Gaiola sito a Posillipo in prossimità dell’omonima discesa. Anche questa costruzione risale al periodo degli insediamenti romani: originariamente, infatti, il tempio era dedicato al culto delle divinità pagane e soltanto successivamente, intorno all’anno mille, fu convertito a edificio di culto cristiano. La sua struttura interna è di piccole dimensioni: soltanto 25 mq. Da diversi anni, però, essa è inaccessibile a causa di problemi strutturali ma, i documenti lasciati da un parroco nel 1949 la descrivono come un luogo spoglio e maltenuto. Di fronte l’entrata, a quanto sembra, è posta una nicchia con il sottostante altare in tufo decorato da lesene.
Valentina Coppola
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