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Il Real albergo dei poveri

Sezione: Itinerari turistici | 25 febbraio 2009 scritto da nando

Il Real Albergo dei Poveri, conosciuto anche come Palazzo Fuga, Reclusorio o Serraglio, è uno dei maggiori  palazzi monumentale di Napoli, nonché una tra le più ammirate costruzioni del Settecento in tutta Europa. E la sua grandezza è evidente. Basti pensare che la facciata si estende per un fronte continuo di 354 metri. L’edificio conta poi ben quattro piani, 430 stanze la più grande delle quali – l’ex dormitorio – si eleva in altezza per 8 metri.

La facciata dell'albergo dei poveri

La facciata dell'albergo dei poveri

La storia del Real Albergo dei Poveri narra che nel 1751 l’architetto fiorentino Ferdinando Fuga venne chiamato a Napoli. Il motivo era la partecipazione al programma di rinnovamento edilizio voluto dal nuovo re Carlo III di Borbone che vedeva la nascita del Cimitero delle 366 fosse e i Pubblici Granili. Tra i compiti di Fuga, quello di progettare l’Albergo dei Poveri, un edificio illuminista che doveva essere utilizzato per accogliere la popolazione più povera del Regno e che avrebbe dovuto rappresentare il simbolo della “pietà illuminata” della casa dei Borbone verso i propri sudditi. L’architetto, dopo aver scartato diverse proposte, scelse come collocazione di quest’opera un’area strategica come via Foria, una delle principali arterie di accesso alla città dalla provincia. Ma l’opera, ben presto, rimase incompiuta. Infatti l’attuale edificio, il Pauperum Hospitium, è solo una parte del progetto iniziale. Questo prevedeva, per la precisione, una struttura che potesse  accogliere almeno ottomila persone di ogni estrazione: poveri, diseredati, immigrati di tutto il Regno. Per loro, un asilo sicuro, la certezza di un pasto quotidiano, cure mediche ed istruzione. Nell’ospizio gli ospiti venivano divisi in quattro gruppi, o meglio dire categorie: uomini, donne, ragazzi e ragazze. Alle spese della struttura contribuivano sia il Carlo, la regina Maria Amalia, il popolo napoletano e gli enti religiosi con notevoli somme e donazioni di proprietà ecclesiastiche.

La struttura ha visto al suo interno il nascere di varie scuole specializzate in meccanica, falegnameria, motoristica e tipografia. Quella che sarebbe poi diventata in breve tempo la più famosa è la Scuola di Musica: questa regalò per vari anni musicisti di grande talento alle compagnie militari. Tra gli insegnanti noti dell’epoca, si cita solitamente Raffaele Caravaglios. Nelle scuole-officine del Real Albergo dei Poveri arrivavano anche gli orfani maschi della Santa Casa dell’Annunziata, quelli giunti all’età di sette anni senza essere stati adottati, oltre alle ragazze espulse per indisciplina. Sorse poi una scuola per sordomuti, ma con il passar del tempo il Real Albergo dei Poveri andò a perdere la sua funzione principale e transitarono un Centro di Rieducazione per Minorenni, un Tribunale competente a giudicare le cause riguardanti i minori di diciotto anni, un cinema, delle officine meccaniche, una palestra, un distaccamento dei Vigili del fuoco, l’Archivio di Stato civile e un ospizio.

Oggi  il Real Albergo dei Poveri si estende per 103.000 metri. L’ingresso della struttura è caratterizzato da una scalinata a doppia rampa. Quanto al cortile, questo è occupato dal corpo a croce di Sant’Andrea, tutto in un solo piano che nell’idea di partenza  sarebbe dovuto essere la base della grande chiesa a pianta stellare con sei bracci. Nel 1980, a causa del terribile e conosciuto terremoto, un’ala dell’edificio crollò facendo tra le vittime gli ultimi ospiti dell’ospizio.

 Il real albero dei poveri visto dall'alto

Da anni è al vaglio la proposta di dare nuova vita a questa struttura, cercando di favorire una fase di recupero. E dal 1999 si parla infatti di restauro per il  recupero filologico delle parti perdute o danneggiate, così come si studiano le proposte di nuovo materiali e nuove tecnologie per sostenere i concetti di eco-compatibilità e sostenibilità. Nel 2003, ad esempio si parlava di installare un tetto fotovoltaico sul Real Albergo dei Poveri. Un progetto finanziato dalla Comunità Europea dal valor anche simbolico e per puntare all’autonomia energetica del monumento. Un impianto, insomma, per produrre 480mila KW all’anno, energia pulita ed economica.                                                                                                 

Nel 2005, poi, la Giunta aveva approvato il “Master plan per la realizzazione della Città dei Giovani nel Real Albergo dei Poveri”, attraverso il quale l’Amministrazione intendeva favorire il pieno sviluppo della personalità del giovani sul piano culturale e sociale. Scopo di questo Master plan era quello di offrire, in un unico contenitore, servizi e informazioni, eventi, luoghi per il tempo libero e la cultura, spazi per l’ospitalità e l’accoglienza. Tra i vari desideri, per ora non ancora realizzati, quello di organizzare dei corsi di studio universitari o di specializzazione al suo interno, oltre a produrre spettacoli teatrali, musicali, una sala cinematografica, alloggi e atelier a prezzo contenuto.

 

Tra le ultime notizie, si vocifera di nuove aule, uffici, una sala conferenza e una biblioteca nell’ala sud-ovest del Real Albergo dei Poveri. Un ‘investimento da 3,5 milioni di euro che dovrebbe consentire di ospitare la sede dello Stoà, istituto di Studi per la Direzione e Gestione di Impresa che organizza e offre corsi di alta formazione, ricerca e consulenza alle imprese.

 

 

Valeria Scotti per Bella Napoli

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