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Il Duomo di Napoli

Sezione: Itinerari turistici | 4 gennaio 2008 scritto da nando

La chiesa cattedrale di Napoli, situata nella via che da essa prende il nome (Via Duomo) fu edificata verso la fine del 1200 per volere di Carlo I d’Angiò. Poco rimane oggi dell’impianto angioino originale, che aveva inglobato diversi edifici paleocristiani, i cui resti sono ancora visibili all’interno della chiesa. Il Duomo infatti fu più volte rimaneggiato fino ad assumere la forma odierna che mescola stile barocco e originali opere gotiche. I tre portali che accolgono il visitatore sono opera di Antonio Baboccio da Piperno del 1407. Il portale centrale presenta due leoni del 1300 e la lunetta conserva una Madonna con Bambino scolpita da Tino da Camaino.Alla sinistra della navata centrale troviamo la Cappella di Santa Restituta, risalente al 450 d.C. e oggetto di rifacimento nel 1600 e il Battistero di San Giovanni in Fonte. In origine la Cappella di Santa Restituta era una basilica, inglobata poi nella costruzione del Duomo. Ancora oggi è possibile ammirare un bellissimo mosaico, risalente al 1300 e raffigurante la Madonna con Santa Restituta e San Gennaro, opera di Lello da Orvieto. La cappella conserva alcuni resti degli edifici paleocristiani preesistenti. Il Battistero è il più antico di tutto l’Occidente, addirittura anteriore a quello di San Giovanni in Laterano a Roma. Nella adiacente area archeologica è possibile osservare le diverse stratificazioni corrispondenti ai tre insediamenti che si sono succeduti nel tempo: greco, romano e paleocristiano. 

La Cappella Minutolo invece conserva ancora il suo aspetto e la sua decorazione gotica, con il pavimento a mosaico e gli affreschi realizzati nel 1200 da Montano d’Arezzo.

Procedendo lungo la navata, si possono osservare ben 110 colonne antiche, addossate ai pilastri che sostengono la grande navata centrale.

In fondo alla cattedrale troviamo il succorpo, realizzato nel 1500 nell’area sottostante l’abside per ospitarvi le reliquie di San Gennaro, custodite fino ad allora nel santuario di Montevergine. Il succorpo presenta tre navatelle ed è decorato da statue rinascimentali di Tommaso Malvito e dei suoi allievi.

La Cappella del tesoro di San Gennaro, ubicata a destra dell’ingresso principale, fu iniziata all’inizio del 1600 come ex voto al Santo Patrono dopo la fine dell’epidemia di peste che sconvolse la città nel 1527. Una cupola affrescata sovrasta la cappella. Gli affreschi, eseguiti da Giovanni Lanfranco, rappresentano scene del Paradiso e della vita di San Gennaro. All’interno della cappella è custodito un preziosissimo busto del santo completamente realizzato in oro, vero e proprio capolavoro dell’oreficeria gotica. Il famoso tesoro però non è custodito qui ma presso il Banco di Napoli.

L’antico soffitto in legno venne sostituto nel 1621 con l’attuale soffitto in legno dorato.

Il 1876 è stato invece l’anno del rifacimento della facciata, ricostruita in forme neogotiche.

Nel 1969 fu dato inizio alla campagna di scavo che ha portato alla luce i reperti oggi visibili nell’area archeologica.

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