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I principali luoghi di culto di Napoli
Sezione: Itinerari turistici | 16 aprile 2010 scritto da nando
Oltre al gran numero di palazzi storici, Napoli è ricca anche di luoghi di culto. Chiese, cappelle, basiliche: alcune di queste costruzioni sono molto antiche e al loro interno conservano opere d’arte dal valore artistico molto elevato.

San Domenico Maggiore
Una delle chiese più importanti dal punto di vista artistico e architettonico è la basilica di San Domenico Maggiore, eretta originariamente in stile gotico tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300 circa. La sua costruzione fu finanziata da Carlo II d’Angiò e fu destinata a ospitare l’ordine monastico dei Domenicani. Innalzata sull’omonima piazza sui resti di una precedente chiesa, la chiesa di San Domenico Maggiore fu orientata in senso opposto alla precedente: la facciata principale, infatti, non è quella volta verso la piazza ma è quella rivolta a nord. A causa delle ripetute vicende belliche e dei terremoti che hanno più volte colpito l’Italia centrale, questa chiesa è stata sottoposta a diverse ristrutturazioni e risanamenti che ne hanno alterato l’originaria struttura gotica. Entrando nella chiesa, si notano subito le numerose opere che ospita: alcune ne abbelliscono le pareti, altre lo spazio. Molti affreschi sono visibili anche nelle cappelle laterali che si aprono lungo le navate della chiesa.
Nel centro storico della città si trova una delle più antiche chiese di Napoli, la basilica di San Lorenzo Maggiore.

San Lorenzo Maggiore
La costruzione della chiesa risale al XII secolo circa e l’area su cui è stata edificata, in passato, ospitava l’antica agorà greca. Realizzata anch’essa per volere di Carlo d’Angiò, al progetto della chiesa lavorarono all’inizio architetti francesi ai quali seguirono, poi, architetti del posto. Anche questa chiesa, nel corso degli anni, ha subito numerosi risanamenti a causa di ripetuti eventi sismici e guerre. Per questo motivo, l’originale architettura in stile barocco è stata più volte modificata dando vita ad una mescolanza di stili. Sono di particolare bellezza il portale gotico, dotato dei battenti originali in legno, e il campanile risalente al XV secolo. All’interno si aprono numerose cappelle, molte delle quali in stile barocco, ricche di affreschi.

San Paolo Maggiore
Come la precedente, anche la basilica di San Paolo Maggiore fu realizzata sui resti di antiche costruzioni risalenti, in questo caso, al I secolo d.C. In particolare, essa sorge sui resti di un antico tempio dedicato ai Dioscuri: della costruzione originaria restano soltanto due colonne con capitelli in stile corinzio che emergono dalla facciata principale. Internamente, la basilica è a tre navate con pianta a croce latina. Particolarmente bello, il soffitto non è quello originario: distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, esso fu sostituito dall’attuale nel dopoguerra. Numerosi gli affreschi che abbelliscono le pareti interne e le statue che arricchiscono gli spazi. Una di esse è la statua dell’ “Angelo Custode” scolpita nel 1712 da Domenico Antonio Vaccaro e visibile nell’omonima cappella, la terza a sinistra.
Sita in piazza XII settembre, di fronte allo storico Palazzo Doria d’Angri, la basilica dello Spirito Santo fu eretta verso la metà del 1500 circa. La costruzione originaria era ampiamente decorata con le opere dello scultore Michelangelo Naccherino, visibili ancora oggi nella parte interna. Allo stesso scultore appartengono anche i due monumenti funebri, uno intitolato a Paolo Spinelli e l’altro ad Ambrogio Salvio. Dal punto di vista strutturale, la chiesa è formata da un’unica navata con diverse cappelle laterali. I pittori che sono intervenuti per l’abbellimento degli interni sono tre: Fabrizio Santafede; Francesco De Mura, che si è occupato dell’abside; e Fedele Fischetti autore dei dipinti che abbelliscono l’altare del transetto di destra.

Chiesa di San Giovanni a Carbonara
Tra le chiese più ricche di opere artistiche c’è anche la chiesa di San Giovanni a Carbonara, realizzata nel corso del 1300 sui resti di un antico convento di monaci agostiniani. I lavori per la sua realizzazione furono finanziati da Gualtiero Galeota e il suo ampliamento successivo, invece, fu opera di Re Ladislao. All’esterno, la chiesa è anticipata dalla particolare scalinata in piperno realizzata verso gli inizi del 1700 da Ferdinando Sanfelice. Il bel portale in stile gotico, ornato con i due pilastri e la lunetta che reca un dipinto di Leonardo de Besozzo, abbellisce la facciata principale della chiesa. Internamente la chiesa è costituita da un’unica navata nella quale si aprono numerose cappelle, abbellite da affreschi antichi. Il cuore di tutto l’edificio, però, è il monumento funerario di Re Ladislao, la cui altezza raggiunge i 18 metri circa e che tradizionalmente viene attribuito allo scultore Andrea da Firenze. La struttura è sostenuta dalla raffigurazione delle quattro virtù (Temperanza, Prudenza, Fortezza e Magnanimità) ed è posta su un basamento che, attraverso un’apertura, consente l’accesso alla Cappella Caracciolo del Sole. Nelle nicchie ai lati sono visibili due dipinti di Leonardo da Besozzo: San Giovanni e Sant’Agostino. Un’altra grande nicchia ospita un gruppo di sei sculture tra le quali una raffigurante il re Ladislao e la regina Giovanna seduti al trono e diversi gruppi che raffigurano le Virtù.
Valentina Coppola
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