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Castel dell’Ovo

Sezione: Itinerari turistici | 5 maggio 2008 scritto da nando

castello.jpgPresente in quasi tutte le cartoline che raffigurano l’incantevole Golfo di Napoli, il Castel dell’Ovo è oggi uno dei simboli della città anche per le leggende che a questo luogo sono legate.

Una di queste narra del poeta e mago Virgilio, l’autore dell’Eneide, che nelle fondamenta del castello rinchiuse un uovo in una gabbia. Qualora l’uovo si fosse rotto, la città sarebbe caduta nella sventura. L’origine del nome, sarebbe da far risalire proprio a questa leggenda.

Più realisticamente però, il nome Castel dell’Ovo deriverebbe invece dalla forma che presenta il Castello, se visto dall’alto.

Il Castello sorge su quello che fu lo scoglio di Megaride, isolotto che vide sorgere il primo centro abitato della “Parthenope” greca e che faceva parte del complesso collegato al monte Echia (oggi Pizzofalcone) dove, in epoca romana, sorgeva la famosa villa di Lucullo.

Il Castello appare ancora oggi in tufo giallo, crudo. Le sue altissime mura incutono rispetto e timore.

Qui Odoacre relego l’ultimo imperatore di Roma Romolo Augustolo, che qui morì nel 476 d.C, ponendo fine all’Impero Romano D’Occidente.

Nel VI secolo i monaci basiliani vi innalzarono un cenobio, costruendo anche una chiesa dedicata al Salvatore. Nella metà del XII secolo i Normanni si impadronirono della città ma i monaci avevano abbandonato il luogo già da tempo. Trovando l’isola libera perciò, i Normanni compresero che il luogo era particolarmente adatto per la costruzione di un fortilizio dedicato alla difesa della città. Da questo momento l’isola diventerà castello e avrà funzioni di roccaforte per la difesa del territorio.

Sarà proprio la sovrapposizione di edifici destinati alla difesa militare a plasmare la forma dell’isola (e del Castello) fino a quella odierna. Tutto iniziò con una poderosa torre, detta Torre Normandia, che i Normanni innalzarono sull’estrema punta sud dell’isola, quella protesa verso il mare. Osservando la famosa Tavola Strozzi, una vera e propria fotografia della Napoli della seconda metà del ‘400, è possibile osservare la forma che allora presentava il Castello. Il Castel dell’Ovo è infatti rappresentato all’estrema sinistra, ove si vede un grande arco in muratura, su cui insistono le costruzioni. Tale arco sostituiva l’originario arco naturale scavato nel vivo tufo, crollato nel 1370 in occasione di una terribile tempesta.

strozzi.JPG

Entrando nel castello, ci si trova in un grande vestibolo, da cui parte una strada che percorre longitudinalmente l’isola. Passeggiando al suo interno, si ha l’impressione di essere in un borgo medievale, piuttosto che in una fortezza. Diversi sono gli ambienti che contribuiscono a conferire fascino al Castello. Si tratta principalmente della Chiesa bizantina del Salvatore, della Sala delle Colonne, che sembra possa riferirsi al periodo romano, quando l’isola era parte del complesso della villa di Lucullo e la loggia trecentesca eretta dagli Angioini e adibita a sala per le riunioni della Corte con i suoi becchi ogivali in piperno. La strada termina si di una terrazza dalla quale si gode una splendida vista della città. Ai lati del Castello sorge il suggestivo borgo marinaro, antico borgo ove risiedevano i pescatori, oggi luogo di ritrovo grazie alla presenza di numerosi ristoranti di lusso e bar.

interno.jpg  

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